DNA – Di Nulla Academia https://dnacamporesi.unibo.it/ <p><strong>DNA – Di Nulla Academia. Rivista di Studi Camporesiani – ISSN 2724-5179</strong> è una rivista interdisciplinare, interuniversitaria e internazionale. DNA nasce con il duplice intento di mantenere viva la metodologia di studi iniziata da Piero Camporesi e di attualizzarne la ricchezza interpretativa.</p> it-IT dnacamporesi@gmail.com (Bruno Capaci) ojs@unibo.it (OJS Support) Mon, 15 Mar 2021 08:50:27 +0100 OJS 3.2.1.4 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Sulla Previsione https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12312 <p class="p1">La modernità ha delineato il futuro come spazio di libertà. Questo spazio è garantito dalla coesistenza di modelli previsionali legittimati da procedure che ne garantiscono la coerenza interna e sono corroborati da dati osservativi. Ma la coesistenza di modelli potenzialmente efficaci richiede anche una valutazione comparata che attribuisca opportuni valori di verosimiglianza agli scenari alternativi che questi modelli delineano. Sulla base di queste valutazioni, la comunità è chiamata a decidere quali modelli adottare attraverso una pratica politica capace di implementare scelte consapevoli dei vincoli che il paradigma scientifico pone e tenga contestualmente conto dei valori e dei desideri di quella comunità.</p> Dario Albarello Copyright (c) 2021 Dario Albarello https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12312 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 Retorica, etica e scienza al tempo del Covid-19. La persuasione dei modelli di allocazione dei vaccini https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12306 <p>Provare l’efficacia e la sicurezza del vaccino non è l’unico scoglio che la comunità scientifica internazionale si trova a dover affrontare: l’altro grande ostacolo sono i tempi di produzione e i modi di distribuzione. Le previsioni in materia ci dicono che persino ventilando la sconsiderata ipotesi di dedicare ogni risorsa al vaccino contro il Covid-19, non si riuscirebbero a sintetizzare più di cinque miliardi di dosi all’anno<a href="#_edn1" name="_ednref1"><strong>[i]</strong></a>, da distribuire in ogni angolo del pianeta. La sfida etica sarà quella di stabilire delle priorità di accesso alla somministrazione del vaccino. La riflessione si concentra dunque su una domanda specifica: come si giustificano a livello etico-argomentativo i diversi modelli di somministrazione e distribuzione del vaccino? Quali risultano maggiormente persuasivi ed efficaci di fronte all’uditorio? Lo studio prende in esame tre modelli principali, con un focus sul Fayr Priotity Model.</p> <p> </p> <p><a href="#_ednref1" name="_edn1">[i]</a> <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2020/04/30/opinion/coronavirus-covid-vaccine.html">https://www.nytimes.com/interactive/2020/04/30/opinion/coronavirus-covid-vaccine.html</a></p> Elvira Passaro Copyright (c) 2021 Elvira Passaro https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12306 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 Affidabilità e fiducia nella comunicazione dell’incertezza. Il ruolo del Medico di Medicina Generale https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12413 <p>Possiamo dialogare efficacemente facendo i conti con l’incertezza? È possibile definire una struttura retorica dell’incertezza? Cosa cambia nella comunicazione interpersonale medico-paziente e qual è il ruolo del Medico di Medicina Generale (MMG)? Con questo intervento si intende indagare e riflettere sul framework della retorica dell’incertezza declinata alla situazione pandemica da COVID-19. Esploreremo i cambiamenti nella comunicazione e nella relazione tra il MMG, attore a pieno titolo della catena informativa, e i propri pazienti.&nbsp; Analizzeremo infine il ruolo della fiducia e la dimensione e forza retorico-argomentativa in relazione all’emergenza sanitaria.</p> Gaia Gambarelli Copyright (c) 2021 Gaia Gambarelli https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12413 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 #iorestoacasa #noirestiamoacasa: le forme e i tempi dell’adattamento al distanziamento sociale https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12317 <p>Scopo dell’articolo è quello di illustrare i principali fattori di natura neurobiopsicosociale in gioco nell’adattamento all’epidemia da COVID-19. In particolare, si fa riferimento ai modi e ai tempi attraverso cui &nbsp;l’adattamento si è configurato. Vengono prese in esame le reazioni psico comportamentali già dalle prime fasi della sua diffusione nel nostro paese, prima ancora di quella pandemica. La portata e i profondi risvolti implicati nel cambiamento della vita individuale e collettiva conseguenti alla pandemia sono risultati legati anche alla organizzazione sociopolitica e culturale dei paesi colpiti nei vari continenti. Il lavoro intende nello specifico &nbsp;mettere in evidenza come le misure normative adottate al fine di prevenire il contagio da COVID-19 e limitarne le conseguenze abbiano basi nei comportamenti relazionali e istintuali della natura umana. Si prendono pertanto brevemente in esame sia le disposizioni neurobiologiche e psicosociali facilitanti l’adattamento e i cambiamenti, sia quelle&nbsp; che si configurano come resistenze individuali e collettive in grado di &nbsp;modificare in maniera significativa i tempi e i modi dell’adattamento rendendolo &nbsp;disfunzionale sul piano individuale e sociale.</p> Marina Farinelli Copyright (c) 2021 Marina Farinelli https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12317 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 Il discorso della pandemia nei blog di scienza: «Scientific American» online https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12313 <p>Con la diffusione dei nuovi media, anche il dibattito scientifico pubblico si è spostato in rete. Secondo alcune ricerche, internet e i media digitali rappresentano la fonte primaria di informazione scientifica per il grande pubblico:<a href="#_edn1" name="_ednref1">[i]</a> le persone comuni si rivolgono a internet per cercare il significato di un termine scientifico che non conoscono, per imparare qualcosa in più su una scoperta o una teoria scientifica per la quale hanno curiosità e in alcuni casi per sostituire un consulto medico specialistico.<a href="#_edn2" name="_ednref2">[ii]</a> I blog di scienza occupano una parte significativa di questo spazio del dibattito scientifico digitale, con alcune piattaforme che si sono imposte come strumenti primari di diffusione di massa dei saperi scientifici. Lo scopo di questo contributo è analizzare il discorso della pandemia nel blog dedicato al coronavirus da «Scientific American» (SA), nota rivista di divulgazione scientifica americana di lunga tradizione dove scrissero anche Albert Einstein, Francis Crick e altri premi Nobel per la scienza. La prospettiva di analisi è linguistica e insieme retorica. In particolare, muovendo dall’analisi dei generi della comunicazione scientifica della Nuova Retorica americana<a href="#_edn3" name="_ednref3">[iii]</a> questo contributo indaga i luoghi dell’argomentazione sulla pandemia e la forma linguistica che essi assumono nella comunicazione che SA rivolge al pubblico misto di chi legge di scienza in rete.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="#_ednref1" name="_edn1">[i]</a> Brossard 2013.</p> <p><a href="#_ednref2" name="_edn2">[ii]</a> Capaci 2020.</p> <p><a href="#_ednref3" name="_edn3">[iii]</a> Vd., in particolare, Berkenkotter, Huckin 1995; Fahnestock 1986, 2004; Miller, Shepherd 2004, 2009; Miller, Fahnestock 2014; Mehlenbacher 2019.</p> Maria Freddi Copyright (c) 2021 Maria Freddi https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12313 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 Metafore di guerra e guerra alle metafore Sull’uso del lessico militare per parlare della pandemia di Covid-19 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12314 <p>Sin dall’inizio della pandemia di COVID-19, il discorso pubblico è stato caratterizzato dal massiccio ricorso a metafore belliche. Parallelamente, l’uso di queste metafore è stato duramente attaccato come inadeguato e potenzialmente pericoloso. L’articolo propone una riflessione su questo dibattito mettendo in discussione la demonizzazione di questo tipo di metafore. L’adeguatezza e l’efficacia di una metafora non sono, infatti, valori assoluti ma dipendono sempre da molteplici fattori, in primo luogo il contesto discorsivo, l’uditorio e gli scopi comunicativi. Pertanto, è più utile puntare ad allargare la gamma delle espressioni (metaforiche e non) per parlare della pandemia, senza demonizzarne nessuna in particolare. Ciò che è davvero importante è vigilare sul linguaggio e mantenere alta l’attenzione sul fatto che le scelte espressive sono parte integrante della nostra esperienza del mondo.</p> Francesca Piazza Copyright (c) 2021 Francesca Piazza https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12314 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 Evoluzione ed analisi della relazione tra il paziente e il clinico durante la pandemia COVID-19 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12316 <p>Negli anni settanta il modello bio-psico-sociale ha favorito un aumento d’interesse per l’analisi della relazione terapeutica. Gli studi hanno infatti dimostrato che una relazione che pone al centro il principio di autodeterminazione del paziente è correlata a un miglioramento dell’aderenza alle cure e della soddisfazione dallo stesso percepita. L’efficacia della diade paziente-terapeuta è però anche influenzata da cambiamenti nel contesto culturale e sanitario. Isolamento e stigma che caratterizzano le condizioni sanitarie da pandemie, contribuiscono allo sviluppo di Bournout per gli operatori e di stati di ansia per i pazienti influenzano la comunicazione duale e riducono pertanto la simmetricità tra gli attori coinvolti e il tempo dedicato all’ascolto. Maggiori investimenti nella sanità, incremento della formazione alla relazione e alla comunicazione per i professionisti, nonché incremento di politiche volte alla promozione della salute per la collettività, contribuiscono a migliorare il percorso di cura.</p> Gloria Leonardi Copyright (c) 2021 Gloria Leonardi https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12316 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 ‘Senza sepoltura e senza lacrime’: dalla negazione della morte all’‘‘annegazione’’ della vita https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12318 <p>Morte e malattia, isolamento e solitudine del morente, metafora della guerra, abbandono, mancanza dell’urna e lutto senza corpi: l’epidemia globale ci ha costretto a un incontro violento con il fine vita, che nella nostra società continua a costituire un tabù. A partire da alcune testimonianze di medici e infermieri si delineeranno le modalità e le rappresentazioni della morte ai tempi del Covid-19, con lo scopo di porre l’accento sulla profonda esigenza di costruire un rito laico del lutto e un modello sociale più sostenibile del perire. Interrogheremo inoltre la tragedia che abbiamo visto avvenire per carpire i valori portanti sui quali dovrà, a nostro avviso, reggersi il mondo che verrà.</p> Jessica Castagliuolo Copyright (c) 2021 Jessica Castagliuolo https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12318 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 Una “cronaca” teatrale del contagio. La peste napoletana del 1656 nella Partenope languente di Carlo Rota https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12315 <p>Pubblicata nel 1682, ma scritta a breve distanza dall’epidemia di peste napoletana del 1656, la Partenope languente, del giurista Carlo Rota, è un «dramma tragico» dal singolare impianto scenico, concepito dall’autore come adattamento del genere cronachistico ai codici drammaturgici e finalizzato alla rappresentazione della catastrofe sanitaria e sociale di pochi anni addietro. Il testo, pressoché ignorato dagli studi critici, sperimenta il complesso rapporto tra attualità e forma letteraria, “racconta” sub specie theatri la vicenda di un contagio ben vivo nella memoria del pubblico di destinazione. Il saggio prende in esame tali interferenze tra la scansione narrativa degli eventi storici e la loro versione scenica, nella duplice interpretazione della fenomenologia della contaminazione, intesa sia come ibridazione tra due generi espressivi sia come rappresentazione fattuale e simbolica del trauma che flagellò la metropoli secentesca.</p> Roberto Puggioni Copyright (c) 2021 Roberto Puggioni https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12315 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 Aracne e le api operose: il ritorno alla primavera https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12530 Bruno Capaci Copyright (c) 2021 Bruno Capaci https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12530 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100 Come le api in un giorno di sole. Esperienza dagli ospedali bresciani https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12512 Michela Gallini Copyright (c) 2021 Michela Gallini https://creativecommons.org/licenses/by/4.0 https://dnacamporesi.unibo.it/article/view/12512 Mon, 15 Mar 2021 00:00:00 +0100