Il potere della parola. Gli Inferni di Anton Francesco Doni

Autori

  • Lavinia Spalanca Università degli Studi di Palermo

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.2724-5179/14636

Parole chiave:

Doni, Inferni, Utopia, Giustizia, Punizione, Etica, Ambivalenza, Equità

Abstract

Ad alimentare gli Inferni, edito da Anton Francesco Doni nel 1553, è la coscienza infelice della condizione umana e il desiderio di rivalsa dalle ingiustizie patite. Evidente, dunque, è l’intento polemico dell’opera, rappresentazione trasfigurata dei vizi terreni e ‘prefigurazione’ dei castighi riservati a chi ha smarrito un’etica del vivere. Ma a connotare gli Inferni è altresì la sua natura duplice e contraddittoria, evidente nell’immagine della ruota del supplizio eterno: pur veicolando immagini di fiera crudeltà, questo simbolo ambivalente rivela la sua affinità col cerchio, emblema di perfezione, nell’oscillazione fra mondo del divenire e dell’eterno ritorno e nel moto che ora eleva, ora abbassa, apparentabile a quello della giustizia. È come se l’autore, in risposta all’utopia disattesa dei Mondi (1552), non potesse che concepire un’antiutopia in cui concretizzare quegli ideali di uguaglianza e rettitudine altrimenti irrealizzabili.

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Pubblicato

2022-03-29

Come citare

Spalanca, Lavinia. 2021. «Il Potere Della Parola. Gli Inferni Di Anton Francesco Doni». DNA – Di Nulla Academia 2 (2). Bologna:29-39. https://doi.org/10.6092/issn.2724-5179/14636.

Fascicolo

Sezione

Corpo: umori, balsami, veleni e monstra