Bresson, Becker, Audiard e la dimensione del carcere. Annotazioni su Un condamné à mort s’est échappé (1956), Le Trou (1960) e Un Prophète (2009)

Autori

  • Roberto Chiesi Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.2724-5179/16852

Parole chiave:

Spazio, Tempo, Condensazione drammatica, Coercizione, Soggettività, Claustrofobia, Iniziazione

Abstract

Un condamné à mort s’est échappé or Le vent souffle où il veut (1956), di Robert Bresson, Le Trou (1960) di Jacques Becker e Un Prophète (2009) di Jacques Audiard, sono tre film in cui la dimensione della prigione non è un dispositivo narrativo al servizio di azioni straordinarie e avventurose, ma costituisce un universo in cui assistiamo alla radicalizzazione di alcune dinamiche umane, una forma di condensazione drammatica che rivela le qualità, i potenziali e le miserie degli esseri umani, grazie alle condizioni di coercizione e alla claustrofobia in cui i personaggi sono costretti a vivere.

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Pubblicato

2023-05-02

Come citare

Chiesi, Roberto. 2022. «Bresson, Becker, Audiard E La Dimensione Del Carcere. Annotazioni Su Un Condamné à Mort s’est échappé (1956), Le Trou (1960) E Un Prophète (2009)». DNA – Di Nulla Academia 3 (2). Bologna:175-84. https://doi.org/10.6092/issn.2724-5179/16852.

Fascicolo

Sezione

Del «visibile parlare»