Vittorio Alfieri e la teoria lombrosiana del genio. Gli studi psicopatologici di Giuseppe Antonini e Leonardo Cognetti De Martiis
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2724-5179/25741Parole chiave:
Lombroso, Alfieri, Vita scritta da esso, Misogallo, genio e follia, epilessia, antropologia criminale, psicopatologia, psichiatria e letteraturaAbstract
A fine Ottocento, la personalità e l’opera di Vittorio Alfieri, così come quelle di altri scrittori italiani, divennero oggetto delle attenzioni di Cesare Lombroso e di alcuni psichiatri suoi allievi. Il principale esito di questi studi è rappresentato dalla monografia Vittorio Alfieri. Studi psicopatologici (1898), che riunisce due saggi firmati da Giuseppe Antonini e Leonardo Cognetti De Martiis, nei quali, sulla scorta delle teorie lombrosiane, Alfieri viene descritto come un genio affetto da frequenti attacchi epilettici. Lo studio di Antonini, in particolare, si concentra sulla Vita di Alfieri, interpretando il suo nomadismo, gli scatti d’ira e la presunta mancanza di forza di volontà come sintomi di questa condizione. Questi studi generarono un dibattito che coinvolse psichiatri, antropologi e critici letterari, tra i quali Giuseppe Sergi e Rodolfo Renier.
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