Il genio secondo Mantegazza. Indagine nell’«Archivio per l’Antropologia e la Etnologia»
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2724-5179/25749Parole chiave:
Mantegazza, Lombroso, «Archivio per l’Antropologia e la Etnologia», craniologia, genio, anti-LombrosoAbstract
Per definire il ruolo di Mantegazza all’interno del dibattito coevo sull’idea di “genio” è indispensabile prendere in esame le pubblicazioni all’interno della rivista da lui fondata «Archivio per l’Antropologia e la Etnologia». Attraversando quasi quarant’anni di produzione (dal 1871 al 1910) è possibile ricostruire sia le posizioni di Mantegazza, inizialmente vicine agli studi craniologici lombrosiani, ma presto molto differenti, sia le numerose recensioni che permettono di aggiornare l’unica bibliografia ad oggi esistente (Ehrenfreund 1927) e che offrono una panoramica del dibattito coevo, diviso grossomodo in due parti: i sostenitori di Lombroso e coloro che tentavano di offrire una nuova definizione al “genio”, senza proporre una teoria definitiva. Mantegazza, tra questi ultimi, credeva che fosse impossibile definire il “genio” in quanto concetto «empirico»; inoltre, l’opinione dell’antropologo è decisamente contraria alle limitazioni di discipline come la craniologia: in una lettera inedita e qui per la prima volta pubblicata, infatti, scrive a De Gubernatis di possedere natura anfibia di artista e scienziato.
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