«Una grazia lieve ed alta che diresti pudica». Gli elzeviri del professor Manara Valgimigli
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2724-5179/24450Parole chiave:
Valgimigli, elzeviri, terza pagina, prosa erudita, ritratti intellettuali, attività erudita, professore-scrittoreAbstract
L’articolo attraversa la figura del grecista Manara Valgimigli (1876-1965), ordinario all’Università di Padova nella prima metà del Novecento, e poi, in età matura, dedicatosi alla scrittura di “terza pagina”: decine e decine di elzeviri pubblicati su parecchi giornali e periodici. A partire dagli anni Quaranta del Novecento cominciò a ordinare i suoi tanti “pezzi” in raccolte elzeviristiche pubblicate da Le Tre Venezie, Cappelli e Mondadori e premiate da un rilevante successo di pubblico. Mediante questa attività di scrittore, Valgimigli incarnò alla perfezione la figura dell’ottimo professore che diventa ottimo scrittore, e conduce le due attività (quella erudita di grecista e quella memoriale e malinconica di elzevirista) con identica passione e simili risultati di qualità. Oggi le sue sillogi elzeviristiche sono state in parte riprese in edizioni critiche, che hanno confermato l’alta qualità della prosa del professore-scrittore.
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